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viagem medieval

Santa Maria da Feira ritorna nel medioevo ogni anno, macinando successi e consensi uno dopo l’altro. Con l’ultima edizione ha raggiunto la partecipazione di ben seicentoventimila visitatori.

Viagem Medieval di Santa Maria da Feira vantava di essere uno dei primi eventi rievocativi medievali organizzati nella penisola iberica; ora detiene un primato ancor più ambizioso: è il più grande evento di rievocazione storica medievale in Europa. La manifestazione è nata nel 1996 dalle menti brillanti di due laureande  dell’Universidade de Aveiro e nel giro di un lustro è diventata un modello di successo al quale tantissime altre città portoghesi si sono ispirate, cercando di eguagliarlo, invano.

L’armonia tra il tema dell’evento e il territorio in cui tutto si svolge, (hanno un castello naturale a loro disposizione!) è il primo degli ingredienti che spiegano il successo di questa rievocazione storica. Il secondo ingrediente fondamentale ce lo suggerisce l’ex amministratore della società municipale Feira Viva Paulo Sérgio Pais che mette in evidenza la costante capacità di innovazione, orgoglio, identità e senso di appartenenza alla festa da parte dei residenti e delle associazioni locali.

Viagem Medieval occupa un’area di quaranta ettari. La crescita di questo progetto di rievocazione ha portato numerosi interventi di rinnovamento urbano e di spazi verdi che hanno garantito così le condizioni ideali per il perfezionamento di questo e di altri eventi culturali. Per accontentare le esigenze della festa, la città si è evoluta e modificata.

Incentrato sul ricreare episodi ed eventi che hanno segnato la storia locale e nazionale nel Medioevo, ogni anno Viagem Medieval si sviluppa sulla base di un episodio storico, che funge da tema per l’intera manifestazione. Sono una decina le scene legate strettamente al tema scelto, ma esse coinvolgono anche più di cento persone tra attori e comparse; sono spettacoli teatrali di alta qualità, hanno una durata di trenta minuti ciascuno e ruotano attorno a personaggi importanti che hanno fatto la storia del Portogallo. Le restanti scene (che non sono poche: circa un centinaio!) invece si legano al contesto generico di medioevo; alcune vengono replicate in più giorni, altre sono uniche e irripetibili.
Al di là degli spettacoli itineranti e preconfezionati, visibili in certe ore predefinite della giornata e diversi a seconda del tema annuale scelto, Viagem Medieval allestisce una quarantina di aree tematiche aperte e attive per tutto il tempo della manifestazione. Sono aree che generalmente non cambiano mai, ma poco importa: qui dentro puoi veramente vivere lo stereotipo di medioevo portoghese con esperienze veramente uniche.
L’esperienza partecipativa è il terzo ingrediente del successo di Viagem Medieval. Per Viagem Medieval ci sono dei biglietti esperienza, da non confondere con i normali biglietti di ingresso, che consentono ai visitatori di partecipare all’evento con un coinvolgimento più intenso rispetto ai normali paganti. I biglietti esperienza sono distribuiti da tour operator a livello nazionale e permettono ad ogni visitatore di decidere il livello emozionale che si desidera avere; alcuni sono così interattivi che possono trasformare un qualsiasi spettatore in comparsa per gli spettacoli migliori.
L’attività più intensa e più emozionante è senz’altro quella del “cavaliere per un giorno”: la possibilità di far parte del cast della più grande battaglia finale del Terreiro das Guimbras è un qualcosa di assolutamente unico. Ma se l’idea di poter morire in campo non ispira, puoi invece migliorare le tue conoscenze sulla cucina medievale attraverso una degustazione itinerante di prelibatezze tipiche del tempo. Con il biglietto esperienza, ad esempio, puoi acquistare una visita guidata per scoprire il meglio il patrimonio della città e il contesto storico in cui l’evento è ambientato; così come acquistare una visita guidata teatralizzata della Casa dos Frades Azúi, accompagnati da reenactors che impersonano i personaggi più emblematici della storia di questo importante monumento religioso spagnolo.

TUTTO HA UN INIZIO

Approfondiamo e ripartiamo da capo. Cristina Perestrelo e Ana Nadais, mosse dal desiderio di promuovere la storia del territorio, organizzarono il primo Viagem Medieval. Era il 1996 e riuscirono con poco a tirar su una tipica festicciola medievale intorno all’imponenza del castello: un mercatino medievale con una manciata di gruppi storici pronti ad animare gli spazi offerti. Gli eventi organizzati furono di una semplicità incredibile e vantavano di scene teatrali che riguardavano l’arrivo dei prodotti al mercato, l’assalto alle tende del campo militare, il duello tra nobili e la cena medievale. Inizialmente, la manifestazione ebbe il patrocinio e il sostegno di più Comuni: undici Comuni confinanti a quello di di Santa Maria da Feira (più Santa Maria da Feira stessa, ovvio), parteciparono ricreando le arti e i mestieri nel mercato cittadino. Il tutto era comunque sotto la direzione e la dedizione delle due giovani donne, dei loro familiari e amici sotto il nome di Federação das Coletividades de Cultura e Recreio do Concelho de Santa Maria da Feira. L’ingresso costava 300 scudi (circa 1,5 euro) e a conti fatti fu un grande successo: in due giornate di Viagem Medieval parteciparono duecento figuranti ed ebbero diecimila visitatori paganti.

Dalla terza edizione le giornate divennero tre, il circuito si espanse e la strategia organizzativa adottata fu quella di puntare tutto su un unico grande spettacolo: la giostra medievale. Oltre al solito mercatino e ai figuranti vari che divennero a questo punto solo di contorno al torneo, cominciarono ad organizzare dei meravigliosi cortei nobiliari. Le parate divennero il punto di svolta del Viagem Medieval da qui fino alle cinque o sei edizioni successive. Il motivo di tanto successo fu il reclutamento forzato di ignari visitatori per la sfilata; li predavano dalle famiglie, li vestivano ed eccoli nel corteo in men che si dica: fu la mossa vincente di un lungo percorso chiamato viaggio esperenziale. La manifestazione perse però il carattere intercomunale (aveva solo il sostegno del Comuni di Ovar e di S. João da Madeira) e diventò una realtà più locale.

Nella quarta edizione ci fu il grande salto in termini di durata della rievocazione: da tre passarono a dieci giorni. Il circuito si allargò per contemplare un parco giochi per bambini sulla riva nord del fiume Caster, con varie attività per stimolare l’immaginazione dei giovani: dai tornei di cavalieri e arcieri ai saccheggi nel castello. La manifestazione guadagnò una sezione culinaria, con prelibatezze dell’epoca. Intorno alle mura del castello non si tenevano solo mercatini, ma anche spettacoli musicali e teatrali. Anche in quell’anno si replicò la mossa vincente del torneo medievale e del reclutamento forzato di uomini per il corteo. Per la prima volta si introdusse una finta moneta medievale ispirata a quella loro reale, e poteva essere utilizzata dal visitatore nei vari acquisti.

Nel 2003 gli organizzatori percorsero altre strade, Il torneo dei cavalieri come evento principale divenne un elemento troppo ripetitivo. Cominciarono quindi ad investire su una visione più generale del Medioevo, con ricreazioni di spazi ed esperienze, mostrando la società del tempo, la vita quotidiana nei villaggi e all’interno del castello, le abitudini alimentari dei signori e dei popolani, la formazione di cavalieri, i costumi, le credenze religiose, le arti e i mestieri. E visto il successo degli anni precedenti, fecero capolino nuovi collaboratori e investitori come la società municipale Feira Viva. Questa si unì al Comune e alla Federação das Coletividades de Cultura e Recreio do Concelho de Santa Maria da Feira nell’organizzazione dell’evento: un trio che rimane vincente tutt’ora. La manifestazione inoltre si spostò dal mese di settembre ad agosto.

Dall’ottava edizione cominciarono a costruire le basi di un progetto più ambizioso. La nuova organizzazione si prefissò di raccontare ad ogni Viagem Medieval dei precisi avvenimenti storici che avrebbero fatto da tema, da filo conduttore per tutti gli spettacoli della manifestazione. Una missione tutt’ora bene o male mantenuta! A questo inizio di ricostruzione storica si affiancarono le prime aree tematiche con lo scopo di raccontare una visione generale di medioevo: sono dei piccoli parchi a tema dove vengono emulate tutte le possibili situazioni che potevano avvenire in quell’epoca.

In questa edizione si parlò già di circa cinquecentomila paganti. Un successo fantastico!

Da quell’anno in poi, valse il detto: “strategia vincente non si cambia”. Sebbene la impostazione di base sia la stessa dal 2004 ad oggi (e il che potrebbe sembrare un ristagnamento di idee e di innovazione), la diversificazione delle edizioni sta nel tema affrontato. Ad esempio, nell’ottava edizione si parlò del Regno di Giovanni I, mentre nella decima edizione si affrontò le gesta di D. Afonso V e le vicende di Rui Pereira, primo conte di Feira. Nel 2007 si concentrarono sulle gesta eroiche del cavaliere Alvarez Pereira, nel 2008 sul periodo sfortunato di Re Dinis. E così via.

Poi ovviamente anche i temi sulla storia dei luoghi più vicini a Santa Maria da Feira incominciarono a scarseggiare, così iniziarono a rievocare anche scene di avvenimenti accaduti in generale nella penisola iberica e soprattutto i fatti che portarono all’unità del Portogallo. Si iniziò quindi a raccontare la storia della sua fondazione in ordine cronologico: ogni anno un regno da rievocare con i suoi personaggi più emblematici.

Una nota che forse vale la pena sottolineare è che la manifestazione ha introdotto il biglietto nella prima edizione della manifestazione per poi ritornare a ingresso libero fino al 2011. In questo lasso di tempo Viagem Medieval riceveva un budget preventivo che andava dalle seicento alle settecentocinquanta mila euro. Un investimento enorme che si ridusse a partire dalla quindicesima edizione, anno in cui venne reintrodotto il biglietto, al prezzo di 2 Euro. Dal 2012 Viagem Medieval diventa autosufficiente e da allora si entra nel circuito solo se muniti di braccialetto. Delimitare il circuito ovviamente comportò un maggior controllo degli ingressi ed un aumento di personale.

La sua crescita è esponenziale: nel 2014 nuovi gruppi, nuove associazioni, nuovi spettacoli. Incrementarono e perfezionarono le aree tematiche e introdussero i biglietti esperienza. Nacque il primo e immenso negozio di noleggio costumi e si affacciarono al mercato del merchandising. Investirono sulle visite guidate in inglese con il tentativo riuscito di richiamare anche visitatori stranieri e si improntò adatto al turismo accessibile con visite speciali per i disabili.

Nella diciannovesima edizione il costo per sostenere la grande macchina di Viagem Medieval era di un milione di euro. Nella ventesima di un milione e trecento.

Dalla ventesima edizione il costo dei biglietti di ingresso variano in base alle giornate, che sono diventate dodici, spaziando dai 2 ai 4 euro. Si rafforzano le offerte del biglietto esperienza e si pagano degli extra se si vuole entrare in particolari aree tematiche,

UN PO’ DI NUMERI

L’Istituto portoghese di marketing administration (IPAM) riflette sull’impatto dei guadagni diretti e indiretti nell’economia locale, rivelando anche che il 96% dei visitatori consiglia l’evento agli amici. Sono dieci i milioni di euro calcolati e sono stati valutati sulla base delle spese dichiarate a persona durante l’evento e in base ad uno scenario “nel caso peggiore”: molto probabilmente i valori potrebbero essere più alti.

Anche noi facendo una analisi superficiale potremo farci una idea personale. Se ci sono circa seicentomila visitatori e ognuno spende in media 15 euro (tra parcheggio, ingresso e il mangiare), arriviamo con facilità a nove milioni di euro.

Di questo circuito milionario ne beneficiano le associazioni, gli artigiani, i commercianti e i ristoratori. Poi ovviamente ci sono anche i costi, e Viagem Medieval ne ha tanti: come già accennato, ci sono diverse edizioni in cui la manifestazione ha raggiunto una spesa di un milione di euro! Nonostante questa cifra esorbitante, ricordiamo che Viagem Medieval è autosufficiente: circa il 50% del denaro acquisito proviene dalla biglietteria e dal noleggio degli spazi di catering e sponsorizzazione.

ORGANIZZARE
Organizzare un evento di questa portata implica generalmente una marea di difficoltà che, però, vengono a scemare se ci troviamo di fronte ad una ferrea organizzazione di divisione dei compiti, come Viagem Medieval ha.
Si comportano come una azienda a tutti gli effetti. E come tale ha una struttura organizzativa caratterizzata dalla divisione del lavoro. Ognuno ha il suo compito, una squadra e dei responsabili. Devo dire che c’è una certa autonomia decisionale, anche se poi l’ultima parola spetta sempre al supervisore. Egli di fatto garantisce e conferma la sostenibilità delle procedure proposte per il raggiungimento degli obiettivi della manifestazione.
Ci sono, quindi, un sacco di lavoratori: gli addetti alla costruzione degli scenari e i coordinatori delle animazioni itineranti; c’è chi si dedica alla logistica e alla gestione del volontariato. E chi gestisce le aree tematiche, la sponsorizzazione, il marketing e la comunicazione. Ci sono gli operatori di controllo per la qualità e per l’igiene alimentare, per i parcheggi, per il transito dei mezzi e per la sicurezza del circuito della festa.
Vigili del fuoco e polizia sono sempre presenti, ci sono due stazioni di pronto soccorso permanenti e attuano un’efficace quanto semplice piano per la sicurezza dei bambini: il minorenne ha un braccialetto su cui puoi scrivere i dati telefonici dei responsabili del bambino, da chiamare in caso di smarrimento.

Un altro problema da affrontare è senz’altro quella dei vestiti. Viagem Medieval è una rievocazione che si incentra sul medioevo, un periodo storico avente un arco temporale di di circa seicento anni. A seconda del tema affrontato potremo essere nel X secolo così come nel XIII secolo, e sebbene ci sia già un immenso guardaroba costruito negli anni, in ogni edizione c’è sempre il bisogno di rafforzarlo: è chiaro che un vestito del XIV secolo non vada bene per il XII, pertanto le sarte non smettono mai di lavorare e operano in tutto l’anno.

Se poi oltre alla sistema organizzativo, consideriamo anche le associazioni, i gruppi storici, i commercianti e gli spettacoli messi in campo potremo avere una idea sulla macchina mostruosa su cui Viagem Medieval corre. I numeri sono impressionanti. Ogni giorno lavorano circa quattromila persone; ci sono all’incirca duemilacinquecento tende commerciali, ottanta gruppi di reenactors, millecinquecento spettacoli di animazione con quaranta spettacoli inediti, per un totale di cinquecento rappresentazioni. Dodici giorni di rievocazione consecutivi e centoquaranta ore di puro divertimento.
Parliamo anche di volontariato: l’organizzazione riceve più di mille domande di partecipazione, mille candidati, di età superiore ai sedici, provenienti da tutto il paese, dei quali ne prendono circa la metà. I volontari offrono supporto e assistenza a tutta la festa.
Per quanto riguarda le associazioni, gran parte di esse provengono da Santa Maria da Feira e dai comuni limitrofi di São João da Madeira, Oliveira de Azeméis e Ovar. La associazioni sono il vero cuore della manifestazione e sono coloro che offrono al pubblico i numerosi figuranti che il circuito dispone.
E a proposito di figuranti: qualche mese prima dell’inizio dell’evento, la regia e la direzione artistica di Viagem Medieval effettua giornate di selezione per attori principali, proprio come solitamente si fa per i film. Ogni anno ricercano persone capaci di assumere ruoli di protagonisti primari e secondari. In genere vengono scritturati una trentina di attori, alcuni dei quali sono solo dilettanti con formazione teatrale, e coloro che decidono di indossare i panni di cavalieri, nobili, sacerdoti e mendicanti, ricevono quaranta ore di formazione specifica per affinare la loro improvvisazione e interazione con il pubblico dell’evento. L’affluenza di partecipazione a queste giornate di selezione è sempre molto alta poichè in molti non vogliono perdere l’occasione di formarsi e di partecipare attivamente in un evento di rievocazione storica di grande importanza come Viagem Medieval.
Questi corsi di improvvisazione vengono indetti anche da molte associazioni teatrali affiliate all’evento. Con Creative Theatre Workshop o Ten Art, per esempio, i partecipanti, che generalmente hanno l’opportunità di sperimentare tecniche teatrali con l’obiettivo di sviluppare una comunicazione spontanea, estetica e artistica, effettuano un saggio finale (la prova sulle proprie competenze) durante l’evento di Viagem Medieval.
Anche gli esercenti vengono in qualche modo coinvolti alla festa. Per loro viene indetto un concorso di vetrine! Il concorso mira a spingere il commercio locale nello spirito dell’evento, incoraggiando i partecipanti a creare momenti emozionanti nelle proprie vetrine. I partecipanti che si iscrivono devono allestire i propri spazi e possono prendere ispirazione partecipando a due workshop offerti da Viagem Medieval, che trattano di decorazioni medievali e creazione di costumi. Ad ogni partecipante vengono regalati quattro biglietti per quattro giornate di Viagem Medieval e pubblicità a grande quantità sui siti web e canali socials dell’evento; il vincitore invece, dietro una valutazione del contenuto, accuratezza storica e decorazione della vetrina, ottiene un buono da 75€ da spendere nel merchandising di Viagem Medieval, quattro biglietti omaggio per l’evento finale e l’attestato di vincitore.

Sul lato commerciale anche Viagem Medieval ha un negozio personale di souvenirs, adibito anche come postazione per il noleggio di costumi storici. In genere vende merchandising legato al brand della manifestazione, prodotti dallo stile pseudo-medievale con sopra il logo di Viagem Medieval. Un negozio come un altro, se non fosse che anche questo risulta essere esperenziale: al suo interno i bambini possono dedicarsi alla creatività con tanti workshop in stile “art attack”: decorazioni di piastrelle con stancil o acrilico, disegni su conchiglie di legno, colorazione di scudi medievali, etc. Una strategia tra l’altro interessante che indirettamente obbliga il genitore ad entrare e nell’attesa che il figlio termini la sua vena creativa, si compra un ricordino da portare a casa.

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