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C’è del valore nelle rievocazioni

Possiamo percepire qualche valore morale partecipando alle rievocazioni storiche? Certo che sì.

Fare rievocazione storica ha i suoi pro e i suoi contro.

Pesiamo alcuni fattori positivi.

La qualità delle rievocazioni, come per ogni qualsiasi altra forma di esplorazione storica, è più accurata quanto più è alta la serietà dalle persone che vi partecipano.

Mi spiego meglio. In tutti questi anni sono stati pubblicati un’infinità di libri surreali che si ostinano a parlare della storia dell’uomo, ma sono quasi certo che nessuno di noi lettori della domenica abbia mai avuto il piacere morale di valutare la loro corretta interpretazione dei fatti in essi raccontati. Lo stesso vale per le rievocazioni: se qualche coglione sovrappeso della Lost Cause of the Confederacy si ostina ancora a indossare gli abiti grigi dei Confederati e a diffondere il verbo che la Guerra della Secessione Americana non sia scoppiata per via della schiavitù, offrirebbe al pubblico facilmente credulone una cattiva interpretazione del passato.

La rievocazione è utile se corretta.

In ogni manifestazione, soprattutto in quelle storiche, la fazione tra buoni e cattivi è inevitabile, ma l’importante è essere consapevoli del ruolo che impersoniamo, senza stravolgerne il loro senso. E preso per buono l’inderogabilità di non plasmare il ruolo che ci attribuiamo, il rievocatore intellettualmente abbastanza onesto da rappresentare sia le parti buone che quelle cattive del periodo rappresentato potrebbe avere accesso all’apprendimento di una quantità sorprendente di complessità dell’animo e della storia umana in modo rapido e accessibile.

Come ho già detto altrove, dopo tanti anni di rievocatore, ho scoperto che nella living history la parte del leone la fa ciò che indossiamo. il dress code stimola la conversazione, e maggiore è la qualità delle attrezzature, più è vera questa affermazione. Vi garantisco che nessun appassionato al di fuori della rievocazione legge un articolo di giornale sui bottoni militari del XVIII secolo, ma nel bel mezzo di una manifestazione immancabilmente c’è sempre qualcuno che vi chiederà di continuo se i bottoni del mantello che i reenactors indossano hanno qualche disegno particolare e se sono fedeli agli originali.

Questo fenomeno ci porta al prossimo concetto: l’uomo è un ottimo studente visivo e crede di più a ciò vede. La storia vivente è più accessibile al grande pubblico rispetto agli testi accademici che discutono dello stesso argomento. Per l’utente medio, vedere un certo tipo di spettacolo, è più probabile che venga classificato come “divertente” rispetto all’ultimo libro di William e Mary Quarterly. Ed è proprio per questo che, statistiche alla mano, i musei di storia vivente e le rievocazioni storiche hanno accesso ad un pubblico più ampio rispetto a qualunque altro mezzo di divulgazione della storia. Una dimostrazione visiva della società o delle tattiche militari di un certo periodo è più comprensibile.

Fare correttamente rievocazione è anche il modo migliore per combattere i numerosi falsi ritratti della storia che ci propinano molti film e serie TV. Non è un caso se la maggior parte degli storici della Guerra di Secessione si siano accaniti, con un’ossessione quasi malsana, contro “The Patriot”: una castroneria di film sulla Civil War che purtroppo ha incantato un enorme pubblico e ha, di conseguenza, instillato in loro una infinità di concetti sbagliati.

Cambiamo faccia della medaglia.

Il primo contro. La qualità della maggior parte dei rievocatori è piuttosto bassa. Ci sono, ovviamente, diverse ragioni per cui lo è, ma la più ovvia è il costo: avere vestiti e attrezzature corrette, fedeli al periodo storico rappresentato è molto costoso. Il motivo: basti pensare che sono composti da materiali estremamente pregiati e, per la maggiore, sono prodotti a mano. Poche istituzioni, pubbliche o private che siano, hanno quel tipo di tempo e di denaro da spendere in vestiti e attrezzature, con la consapevolezza di avere comunque oggetti soggetti ad una veloce usura.

In secondo luogo, i rievocatori attuali, sia che lo facciano come hobby o come professione, tendono a distorcere la vera visione della storia, in quanto rappresentano una realtà più anziana e più bianca rispetto al passato. In questo caso, appurato nuovamente che le persone tendono a credere di più a ciò che vedono, la rievocazione storica è pericolosa. Invece di educare, disinforma.

Vi racconto un aneddoto. Mentre assistevo ad un evento di rievocazione storica all’interno di un sito storico legato alla Guerra Civile, le due fazioni rappresentate (Unionisti e Confederati) decisero di effettuare una sorta di “sfilata di moda” per il pubblico: si erano appena fatti avanti un rappresentante o due di ciascuna fazione per parlare dei loro vestiti e della loro unità, quando un membro dello organizzazione del sito storico ha interrotto lo spettacolo per fare menzione speciale sul fatto che tra tutti i rievocatori presenti solo quelli erano gli unici ragazzi abbastanza giovani da rappresentare il soldato dell’esercito continentale medio.

Se adesso è chiaro l’età dei reenactors militari è spesso troppo alta rispetto alla realtà, l’altro punto che voglio affrontare riguarda il colore della pelle dei rievocatori: sono tutti troppo bianchi! eppure quasi alla fine della rivoluzione americana, l’esercito continentale era al 30% afro-americano… In più di dieci anni di lavoro dentro e intorno alla rievocazione, ho lavorato con una sola persona di colore, e ciò crea un’impressione pericolosamente “imbiancata” del passato.

La rievocazione attira anche alcune persone strane.

Lo stereotipo di cui sopra, il rievocatore confederato della Lost Cause, molto robusto, non l’ho tirato in ballo senza un preciso motivo. Ci sono pochi accademici seri che hanno il desiderio o la capacità di investire migliaia di dollari in un hobby che li porterà a percorrere le lunghe distanze dei campi di battaglia, a sudare copiosamente in ogni rappresaglia militare, a rispondere ad una infinità di domande semplici e ripetitive e a dormire all’aperto o stipati in una tenda di tela maleodorante. Il tipo di persone che in realtà si iscrivono a queste rievocazioni sono per lo più degli scansafatiche senza speranza che spesso finiscono per perpetrare alcune delle stesse idee sbagliate che gli storici più seri cercano di evitare. Sono persone fuori… dalla realtà.

Reenactor è colui che fa rievocazione, slang universale.
La Lost Cause of Confederacy, o semplicemente la Lost Cause, è un movimento che vede nella battaglia confederata un’azione eroica contro l’Unione, nonostante la sua sconfitta. La Guerra Civile Americana è stata una lotta onorevole e necessaria per mantenere invano il modo di vivere meridionale volutamente minacciato dall’Unione, minimizzando o negando il ruolo centrale della schiavitù.

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